NANOF è una società di produzione indipendente, fondata da Filippo Macelloni e Lorenzo Garzella nel 2001. Si occupa di cinema, documentari, progetti crossmediali, cortometraggi, installazioni, web series, realizzazioni televisive, video aziendali. Sviluppa progetti su temi legati alla società contemporanea, la cultura, lo sport, l’arte, la storia, mirando al coinvolgimento di un pubblico ampio attraverso un approccio creativo e sperimentale.

NANOF ha realizzato, in proprio, in co-produzione o come produzione esecutiva, numerosi progetti cinematografici e televisivi distribuiti in Italia e a livello internazionale. 

Fra i progetti crossmediali, che combinano istallazioni interattive, tour con realtà aumentata, tour virtuali a 360°, eventi-live di storytelling, progetti web, proiezioni itineranti con la cine-bicicletta e il cine-battello, app per Ios e Android: Arno66 sull’alluvione di Firenze del 1966 (2016/2018), Oltre le Generazioni (nell’ambito del festival delle Generazioni, 2016/2017), Firenze in Guerra “(2014-2015), Pisa e la Guerra / Memorysharing (in collaborazione con Acquario della Memoria, 2014-2017).

Con sedi a Roma e Pisa, NANOF lavora in tutta Italia e in progetti internazionali, grazie a un’estesa rete di collaborazioni con società e professionisti nei diversi settori della produzione audiovisiva e crossmediale.

LORENZO GARZELLA

Nato a Pisa (1972) è un produttore, regista, montatore cinematografico, ed autore crossmediale. Laureato in Storia del Cinema all’Università di Pisa, dove insegna Montaggio Video dal 2002. E’ Fondatore della società di produzione NANOF (Roma, 2001), che ha realizzato cortometraggi, documentari, film (Rai, Mediaset, Sky, Dazn), ottenendo riconoscimenti in Italia e all’estero nell’ambito di numerosi festival cinematografici (Mostra del Cinema di Venezia, Sundance Film Festival, Sao Paulo Film Festival, Shangai Film Festival ecc.). E’ fondatore e presidente di Acquario della Memoria (Pisa, 2008), associazione che realizza progetti multimediali principalmente incentrati sulla storia di Pisa e del suo territorio, combinando rigore scientifico, utilizzo di archivi, raccolta di documenti e testimonianze, creatività tecnologica. Dal 2023 dirige lo spazio MUMU, laboratorio-cantiere polifunzionale dell’associazione.

FILIPPO MACELLONI

Regista, produttore e autore, ha realizzato film, documentari, cortometraggi premiati in festival italiani e internazionali, distribuiti al cinema e dai principali canali televisivi.

Tra i progetti più significativi come produttore: “Broken Dream” (2024), di Jacopo De Bertoldi, comprodotto con Rai Documentari e France Télévisions; “Touché” (2023), di Martina Moor, prodotto con Rai Cinema e distribuito da Rai Com; “Climbing Iran” (2020), di Francesca Borghetti, presentato alla Festa del Cinema di Roma / Alice nella Città; “La scomparsa di mia madre”, di Beniamino Barrese in concorso al Sundance Film Festival e in oltre 100 festival internazionali. 

Come regista: il documentario ”Bambini nel tempo / Children Over Time“, prodotto da Rai Cinema e Rai Teche, presentato al Torino Film Festival 2015, finalista al Focal Awards 2016 (premio internazionale su film di archivio) e trasmesso da Rai Uno; “L’uomo che sparava dritto“, documentario su Padre Pino Puglisi e la sua battaglia contro la mafia palermitana, prodotto da Jean Vigo per Rai Uno (2013); il film di montaggio “Silvio Forever“, biografia non autorizzata di Silvio Berlusconi, diretto con Roberto Faenza, scritto con Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, prodotto da AD HOC FILM e distribuito da LUCKY RED (2011); il film “Il Mundial dimenticato”, co-diretto con Lorenzo Garzella, prodotto da Verdeoro, presentato al Festival di Venezia nel 2011 (Le Giornate degli Autori) e uscito nelle sale italiane nel giugno 2012, premiato in numerosi festival italiani e internazionali. 

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CHI ERA NANOF?

Il nome della società si ispira a uno degli pseudonimi di Oreste Fernando Nannetti, esempio estremo di come la creatività possa superare qualsiasi muro, confine o grammatica, e di come sia difficile stabilire frontiere precise fra follia, arte e voglia di comunicare.

NANnetti Oreste Fernando, noto anche come N.O.F.4 o NANOF (Roma, 31 dicembre 1927 – Volterra, 24 novembre 1994), è stato un pittore e graffitista italiano. Durante la reclusione presso l’ospedale psichiatrico di Volterra (1958-1973), fu autore di un ciclo di graffiti considerato un capolavoro dell’Art Brut, realizzato incidendo l’intonaco con la fibbia della sua uniforme da “matto”. Nannetti – oltre a produrre visionari disegni a biro su carta – scrisse un gran numero di lettere e cartoline a parenti (per lo più immaginari), firmandosi con le sigle “Nanof”, “Nof” o “Nof4” e definendosi, senza soluzione di continuità, “astronautico ingegnere minerario”, “colonnello astrale”, “scassinatore nucleare” o “Nannettaicus Meccanicus – santo della cellula fotoelettrica”.

 

Le serie di graffiti nell’ex istituto di Volterra (ora dismesso e in rovina) sono due. Un ciclo, lungo 180 metri e alto in media due, correva intorno alle pareti del cortile dell’istituto. Un altro, lungo 102 metri e alto in media 20 centimetri, occupava il passamano in cemento di una scala. I due cicli erano organizzati come un sorta di racconto per immagini. Attualmente stanno lentamente scomparendo per mancanza di cura, nonostante qualche tentativo di salvataggio e di restauro.

I graffiti di Nanof combinano elementi di vita quotidiana con visionari racconti fantascientifici spesso incoerenti o di difficile interpretazione. Sono stati scoperti, decrittati e trascritti nel 1980, grazie allo scultore Mino Trafeli.

 

Fra i testi è possibile leggere:

«io sono un astronautico ingegnere minerario nel sistema mentale»


«il vetro le lamiere i metalli il legno le ossa dell’essere umano e animale e l’occhio e lo spirito si controllano attraverso il riflessivo fascio magnetico catotico»


«amo il mio essere materiale come me stesso»

 

Nei suoi racconti Nanof afferma di poter comunicare telepaticamente con alieni “alti, spinacei, naso ad Y” e narra la conquista di mondi sconosciuti e terribili guerre combattute con armi altamente tecnologiche, nella narrazione si intrecciano magie alchemiche e selve di tralicci metallici e antenne.